mercoledì 23 gennaio 2013

Chiacchierata atomica - Intervista a Diego Cajelli

Ospite di “Lasciate spazio ai sognatori” Diego Cajelli, lo scrittore atomico, com’egli stesso ama definirsi sul suo seguitissimo blog DIEGOZILLA (http://diegozilla.blogspot.it/)



Recita la sua biografia sul sito della Sergio Bonelli Editore:
“Nato il 31 luglio 1971 a Milano, Diego Cajelli si diploma come perito elettronico ma, appena terminati gli studi, dà alla sua vita professionale tutt’altro indirizzo. Frequenta il corso di sceneggiatura della Scuola del Fumetto di Milano, diventando a sua volta docente nel 1995, e pubblica il suo primo lavoro nel 1996; si tratta di "Pulp Stories", una miniserie edita dalla stessa Scuola del Fumetto. Nel 1998, è tra i fondatori di una piccola Casa editrice, la Factory. Contattato da Carlo Ambrosini, si mette alla prova con Napoleone, esordendo con il n. 10, "Piccoli banditi". Diego Cajelli affianca alla sua attività di sceneggiatore quella di cabarettista presso lo Zelig di Milano e di conduttore radiofonico.”

Dall’esordio bonelliano su Napoleone, il nostro ha poi lavorato su altri personaggi dell’editore milanese: Zagor, Dampyr (del quale fa parte dello staff degli sceneggiatori), Legs Weaver, Dylan Dog e Nick Raider (nella sua seconda incarnazione però, edita dalla IF Edizioni).
Ma l’elenco dei suoi lavori è vastissimo e comprende collaborazioni con Astorina, Edizioni BD, Walt Disney, Eura Editoriale ecc…
Menzione d’onore per il fumetto che l’ha portato alla ribalta: Milano Criminale, inizialmente pubblicato con la Factory e poi passato ad Alta Fedeltà/Edizioni BD.

Attualmente, oltre agli impegni con Dampyr e Diabolik, è nello staff della rivista Mytico della Rizzoli Corriere della sera ed è al lavoro sulla miniserie di sua creazione Long Wei per l’Editoriale Aurea, il cui esordio è previsto per il Febbraio 2013.

Ciao Diego e benvenuto a “Lasciate spazio ai sognatori…”

Partiamo subito dalle novità, poche settimane ancora e ci sarà l’esordio ufficiale di Long Wei, anticipato in questi mesi da una campagna marketing sui generis davvero efficace e da un succulento numero zero. Ci parli della genesi del progetto e della suddetta campagna marketing di cui sei stato il principale deus ex machina?
L'Aurea voleva portare in edicola un fumetto con ambientazione italiana che coinvolgesse la comunità cinese residente in Italia.
Roberto Recchioni ha fatto il mio nome all'editore, dicendo che ero l'autore adatto per quel tipo di progetto. I miei lavori più personali come Milano Criminale o Mambo Italiano li ho sempre ambientati in Italia, sono un esperto di arti marziali, di cinema e cucina cinese, sono nato nella chinatown di Milano. Per cui ero l'uomo giusto.
Ho elaborato un plot, un giallo metropolitano con protagonista un ex attore del cinema asiatico ed eccoci qua!
Per la campagna marketing... Avevo alcune idee in mente, a livello di promozione e di comunicazione. L'Aurea mi ha dato la libertà di metterle in pratica.
Abbiamo fatto una campagna virale con adesivi in giro per le città, una giornata in cui abbiamo abbandonato delle copie del numero zero nei quartieri cinesi di Milano e Roma, in questi giorni abbiamo diffuso la prima candid camera dedicata a Long Wei. Altre cose seguiranno a breve!

Nei prossimi mesi, sulla neonata testata della Sergio Bonelli Editore, Le Storie, potremmo leggere un tuo racconto con ai disegni Matteo Cremona. Una piccola anticipazione su di esso?
A dire il vero, il soggetto è molto semplice da spiegare: due narcotrafficanti messicani devono vendicarsi dei torti subiti a suon di piombo e al tempo stesso fare un mazzo così agli alieni di Area 51.
Più o meno è tutto. Il resto sono dettagli.



Da future paternità editoriali (Long Wei) passiamo invece alla recente paternità nella vita reale: la nascita del tuo primogenito (simpaticamente battezzato Minizilla sul tuo blog). Com’ha cambiato la tua vita questa fantastica esperienza personale (diventare padre)? E come ciò si è riversato di riflesso sul tuo metodo e ritmi di lavoro?
Apparirò banale, però non credevo che fosse così bello diventare padre.
Minizilla oggi ha quattro mesi e già mi diverto un sacco con lui, figuriamoci quando sarà più "interattivo".
Da quando è arrivato lui, lavoro quasi esclusivamente in studio. Condivido uno spazio con un manipolo di disegnatori, amici di vecchia data.
E se lavoro a casa, lo faccio nelle primissime ore del mattino, quando dormono tutti.

Proprio a proposito del tuo blog che seguo con molto piacere e di cui trovo divertentissima la rubrica “Fumetti al telefono”, qual è l’origine della definizione di “scrittore atomico”?
Anni fa. Quando insegnavo alla Scuola del Fumetto. Un mio ex allievo, colpito dalla mia preparazione tecnica sulla sceneggiatura e la scrittura di genere, un giorno mi disse: E chi sei? Uno scrittore atomico?

Per numero di storie scritte, dopo ovviamente i due co creatori della serie Mauro Boselli e Maurizio Colombo, sei lo sceneggiatore che ha scritto più storie di Dampyr. Qual è la tua visione del personaggio e come riesci a coniugarla nelle tue storie con le direttive della redazione?
Cerco di conciliare le tematiche boselliane con quelle colombiane, mettendoci la mia parte: azione, velocità, sintesi.
Harlan, secondo me, è un personaggio dalla personalità molto complessa. Forse troppo. E’ per questo motivo che mi sento più vicino a Kurjak.
                                             

Rimanendo in ambito Bonelli, hai collaborato per una delle serie più interessanti e sperimentali dell’editore milanese: Napoleone. Cosa ricordi di quel periodo?
Ero troppo giovane. Questo è sicuro. Tutto quello che ho fatto in quel periodo l’ho fatto senza riflettere su quanto stavo facendo. Lo facevo e basta. Mi sembrava naturale e quasi dovuto.
In parte è stato un bene, in parte è stato sicuramente un male.
Alla luce dell’esperienza che ho oggi, un progetto come Napoleone, poteva essere l’inferno per uno scrittore esordiente. Io ci sono passato attraverso, con una splendida inconsapevolezza.           
                                                 




Con risultati lusinghieri e pareri unanimi, sei nello staff degli sceneggiatori di Diabolik. A quando una storia completa tua (soggetto e sceneggiatura) del Re del terrore?
A dire il vero è già successo! "Sull'orlo della fossa". Idea, soggetto e sceneggiatura del sottoscritto!

Saliamo sulla macchina del tempo e torniamo agli esordi della tua carriera. Come sono stati i tuoi primi passi nel mondo del fumetto? Che ricordi hai del periodo della Factory?
Eravamo dei ragazzini. Però, tutti, eravamo consci delle nostre capacità.
A volte risultavamo piuttosto arroganti. Ma se non sei arrogante a vent’anni, quando devi esserlo?
Fu un esperienza favolosa, incasinata, problematica, ma comunque eccezionale.
Senza internet, blog, Facebook, con la stampa che costava un casino... Pionieristica, sotto alcuni punti di vista. Infatti, ai tempi, eravamo difficilmente collocabili seguendo le consuetudini di quel periodo.

Il fumetto italiano, per tradizione, è restio ad usare location nostrane, preferendo ambientazioni estere. Prima con Milano criminale e ora con Long Wei stai rompendo questa tradizione. Scelta voluta o puro caso?
Scelta assolutamente voluta. Milano, da un punto di vista narrativo ha le stesse potenzialità di New York o Tokyo. Usiamole!
Quando ne ho avuto l’occasione, ho sempre cercato di ambientare le mie storie nella mia città!

Domande di rito per tutti gli ospiti del mio blog:
Avendo la possibilità, quale personaggio (bonelliano e non) al quale non hai mai lavorato, ti piacerebbe scrivere?
Il Punitore, senza ombra di dubbio!
Oppure James Bond.

Team Up impossibili. Quali personaggi ti piacerebbe far incontrare (o scontrare) in una storia scritta da te?
Harlan Draka si allea con Blade e assieme vanno a far danni sull’isola dei Demoni, devono sconfiggere Raul e i suoi alleati vampiri demoniaci.

La fine del mondo si avvicina. Dobbiamo evacuare la terra. Puoi portare con te un libro, un film, un cd e un fumetto. Quali?
Libro: IT di Stephen King.
Film: "Straziami, ma di baci saziami" di Dino Risi
Cd: Space Oddity di David Bowie.
Fumetto: Preacher di Garth Ennis, tutti i volumi però! Se non faccio in tempo e devo prendere un unico albo, allora scelgo il primo numero de Lo Sconosciuto di Magnus.

Sei un sognatore? Se si, ammesso che non l’abbia già fatto, qual è il sogno che vorresti realizzare?
Alcuni dei miei sogni li ho realizzati, quelli che mancano adesso non contano.
L’unica cosa che conta adesso, è che devo fare di tutto affinchè Minizilla realizzi i suoi.

Ringrazio Diego Cajelli per la cortese disponibilità, augurandogli un “in bocca al lupo” per il proseguimento della sua carriera.

Alla prossima.

NdA Copyright delle immagini e dei video degli aventi diritto


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